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La storia di Paul Ince, un inglese a Milano

Paul Ince - Photo by Fifa.com

Alla vecchia maniera

Paul Ince, nato nel quartiere londinese di Ilford, è l’incarnazione del classico centrocampista inglese alla vecchia maniera. Gioco duro, di spalla, non andando mai per il sottile perché l’avversario non deve mai arrivare sul pallone per primo.

 

Il vizietto del gol

Paul Emerson Carlyle Ince, per tutti Paul Ince, inizia ad assaporare il grande calcio con le giovanili del West Ham United, trampolino di lancio per l’esperienza con la maglia del Manchester United di Sir Alex Ferguson che nel 1989 ingaggia il centrocampista inglese. Con la casacca dei Red Devils i trofei piovono dal cielo e Paul Ince si impone sin da subito sulla mediana. Giocatore vero, che non smette mai di correre, dedito al sacrificio e che si mette al servizio della squadra. Paul ha anche il vizietto del gol e non disdegna gli inserimenti da dietro che gli fruttano ben 26 reti in 206 partite con la maglia del Manchester United.

 

Paul Ince prepara i bagagli

Nel 1995 Paul Ince saluta l’Inghilterra e prepara i bagagli, infatti l’Inter di Massimo Moratti sonda il terreno con la dirigenza dello United e dopo una trattativa serrata i nerazzurri strappano il sì degli inglesi mettendo sul piatto una cifra vicina ai 14 miliardi delle vecchie ire.

Paul Ince – Photo by Fifa.com

L’idolo del Giuseppe Meazza

Ince arriva a Milano e inizia a prendere confidenza con l’Inter di Ottavio Bianchi, che però dopo poche giornate ha il ben servito da Moratti che lo esonera visti i risultati disastrosi della squadra. Sulla panchina interista arriva un connazionale di Paul, l’allenatore inglese Roy Hodgson che ritaglia al mediano ex United un ruolo al centro del cerchio di centrocampo. Contrasti, forza fisica e un’ottima propensione all’inserimento da dietro fanno di Paul un centrocampista completo, che diventa in poco tempo l’idolo del Giuseppe Meazza.

Paul Ince con la maglia dell’Inter – Photo by Inter.it

Nostalgia di Londra

L’annata si concluda con la mazzata finale della sconfitta in finale di Coppa UEFA in quella sciagurata partita contro i tedeschi dello Schalke 04 ai calci di rigore. Ince decide di rimanere a Milano, nonostante le pressioni della moglie a cui manca l’Inghilterra.

Addio Milano

Dopo 10 reti in 54 partite Paul Ince decide che è il omento di salutare l’Italia, la famiglia viene al primo posto e nell’estate del 1997 accetta l’offerta del Liverpool, lasciando comunque un grandissimo ricordo tra la tifoserie meneghina, che gli affidò il soprannome di governatore del centrocampo nerazzurro.

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