Franco Causio - Ph la Stampa
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L’Ape che trasportava le bombole Liquigas

Mio padre girava con l’Ape per vendere le bombole Liquigas e mamma infilava un sacrificio dietro l’altro. Io ho lavorato in silenzio, con rispetto, che è il credo della mia vita : me l’aveva insegnato mio padre il rispetto, degli altri e di me stesso, insieme all’umiltà, al sacrificio e al lavoro. Forse virtù di brava gente in bolletta, ma raramente ne ho sentito parlare dai ricconi compiaciuti dei loro milioni e del potere che i soldi procurano. Giocavo nella Juventina, che venne assorbita dal Lecce e a 16 anni debutto in prima squadra. Poi la Sambenedettese e mi prende la Juve . Esordisco in A, poi vado in prestito alla Reggina e quindi al Palermo, ma contemporaneamente faccio il militare a Roma, Compagnia Atleti della Cecchignola. Il militare insegna : pulire piatti, cessi, per terra e i caporali che ti sfottevano. Il capitano era di Lecce come me e aveva la moglie incinta che smaniava per la cassata siciliana . Io gliela portavo da Palermo e avevo permessi in più. Un giorno c’è la partita contro la Juve e faccio impazzire Cuccureddu . Alla fine si avvicina Boniperti e fa: ‘Ma sei ancora nostro?’. E io : ‘Prestito con diritto di riscatto’. E lui : ‘Tornerai’ “.

Franco Causio - Ph la Stampa
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Franco Causio narra come fosse una favola la sua carriera calcistica e l’approdo alla Juventus con cui giocò 447 partite, delle quali 304 in campionato. 72 gol totali con la casacca bianconera, di cui ben 49 in campionato. Nella bacheca 6 Scudetti, una Coppa Uefa e anche una Coppa Italia.
suo.