Timothy Weah - Ph Ligue 1
Timothy Weah - Ph Ligue 1

Timothy Weah: tra un cognome ingombrante e il Marsiglia

Alla vigilia della gara di questa sera tra il suo Olympique Marsiglia e il PSG nel Trophée des Champions, o se preferite Supercoppa di Francia, Timothy Weah è stato intervistato dal Dauphiné Libéré. L’ex attaccante della Juventus, figlio d’arte, si è aperto dinnanzi ai microfoni raccontando i suoi primi mesi a Marsiglia.

La passione di Marsiglia

L’amore per il calcio e per il club si percepisce in tutta la città. La gente vive per l’OM: quando perdi, si riflette sulla loro quotidianità. Giocare in uno stadio pieno, con i tifosi sempre presenti e urlanti, è un’esperienza unica. Mi sento molto connesso ai supporter e, ironia della sorte, a Parigi incontravo più fan dell’OM che del PSG“.

Timothy Weah - Ph Ligue 1
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Il cognome

Timothy Weah, figlio di George, ha rammentato come il peso del suo cognome spesso giochi un doppio ruolo nella sua carriera e sulle aspettative della gente: “Fin da giovane sapevo di dover lavorare più degli altri. Se dai meno, iniziano i commenti sul fatto che sia merito di mio padre. Per questo ho sempre cercato di dare il 100%, e la mia mentalità non è cambiata. A Marsiglia sapevo che il mio nome sarebbe stato sotto osservazione: la gente non si aspettava qualcuno pronto a sacrificarsi per la maglia, ma io ero pronto a lavorare duramente e dare tutto“.