Alessandro Nesta - Ph talkSPORT
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La vendetta perfetta di Alessandro Nesta

“A Istanbul eravamo una macchina pronta a travolgerli.
Nel primo tempo avevamo la sensazione di essere troppo forti, troppo completi.
Sul 3-0 sembrava fatta.
Ma chi dice che abbiamo festeggiato nell’intervallo… non sa di cosa parla.
Nessuno rideva, nessuno scherzava. Anzi, c’era tensione.
Sapevamo che il calcio, soprattutto nelle finali, non perdona.

E poi è successo l’impossibile.
Un gol, poi un altro, poi un terzo in pochi minuti.
Gerrard era ovunque, correva per tre, sembrava non avere limiti.
Ci ha trascinati dentro un incubo.
Sul 3-2 ci siamo smarriti, sul 3-3 abbiamo cercato di reagire.
E poi quella parata… Dudek che allarga un braccio all’ultimo secondo, Sheva che tira da un metro e la palla che non entra.
Il destino aveva deciso così”.

Alessandro Nesta - Ph talkSPORT
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“Ai rigori, il silenzio.
Un silenzio che ti entra dentro.
Nessuno parlava, nessuno cercava scuse.
Solo facce vuote, occhi persi, famiglie accanto e un dolore che non si può spiegare.

Rino quell’estate non si è perdonato nulla.
Voleva andarsene, ma Galliani lo convinse a restare.
E meno male.
Perché proprio da lui, da Gattuso, da Maldini, da Pirlo, da Ambrosini, è partita la rinascita.

Paolo ci guardò e disse poche parole, ma bastarono:
“Rimbocchiamoci le maniche. Si riparte.

E da quel silenzio di Istanbul è nato il Milan di Atene.
La vendetta perfetta”.