Rammentate quando nel vecchio calcio romantico i numeri dei giocatori andavano dall’ 1 all’ 11. Il numero 12 era sempre il portiere di riserva e poi di conseguenza c’erano tutti i panchinari. Il numero 10 solitamente era il fantasista, l’uomo di classe e talento che agiva sulla trequarti dietro le punte.
1997
Oggi invece la numerazione di una squadra di calcio non rispetta un ordine preciso di ruoli e posizioni in campo. Il numero sulla maglia di un calciatore può avere diversi significati: data di nascita, questioni di marketing, scaramanzia, e tanto altro. Uno dei primi giocatori a invertire la legge numerica fu l’attaccante cileno, Iván Zamorano. Era il 1997 quando a Milano arrivò un certo Luis Nazario de Lima.

Rivoluzione
L’attaccante del Cile fino a quel momento aveva avuto sempre il numero 9 sulle spalle, ma decise di cederlo al nuovo acquisto dell’Inter. Ronaldo che per motivi di sponsor avrebbe dovuto indossare la 9 però optò per la romantica 10 e fu così che Zamorano conservò il suo prezioso numero 9 sulle spalle. Quando l’anno dopo arrivò all’Inter anche Roby Baggio, Zamorano non pensò nemmeno per un secondo di andare da Divin Codino e di chiedergli la numero 10. Sarebbe stato oltraggioso. Nel frattempo nell’anno di Baggio, Ronnie aveva deciso di prendere la 9. El Terible e Bam-Bam allora decise di rivoluzionare il mondo del pallone tenendosi in qualche modo il suo numero 9, che però in realtà era un 18. 1 + 8 = 9. Per la Lega Serie A, Zamorano era il numero 18 dell’Inter, ma quell’1+8 sulla maglietta a tine nerazzurre del cileno era un simbolico 9, il numero che Iván non aveva mai abbandonato.

