Gary Neville - Ph The New York Times
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Gary Neville al Valencia: “Pensavo di essere malato”

Per raccontare questa storia bisogna tornare alla stagione 2015-2016. Il Gary Neville che oggi siete abituati a vedere nelle vesti di opinionista all’epoca aveva giacca e cravatta e allenava in Spagna, il Valencia. L’ex difensore del Manchester United all’epoca fu ingaggiato dal club spagnolo per cercare di risollevare le sorti della squadra, ma purtroppo nulla andò nel verso giusto. 28 panchine per lui e numeri non certo entusiasmanti conditi da un esonero arrivato dopo una rovinosa sconfitta per 7-0 contro il Barcellona.

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“Pensavo di essere malato”

Neville qualche tempo fa aveva ricordato l’esperienza spagnola durante il podcast Stick to FootballGary ricorda: “Dopo un paio di mesi di lavoro a Valencia, mi guardavo allo specchio e pensavo di essere malato. Ricordo che abbiamo giocato tre volte contro l’Athletic di Ernesto Valverde. In una di queste partite aveva preparato un sistema di gioco diverso da quello che pensavo che avrebbe utilizzato; in quel momento ho capito di non essere neanche lontanamente vicino a quel livello. Mi sentivo enormemente inferiore a lui, non avevo idea di cosa stesse succedendo. Con Valverde è stata la prima volta che mi sono sentito a chilometri di distanza dai grandi allenatori. Poi ho affrontato Simeone, e quel giorno ho avuto la sensazione che mi stesse colpendo in tutti i modi: con la sua tattica, le sue intimidazioni, la gestualità. Poi arrivò Luis Enrique: il Barcellona ci batté 7-0 in Copa del Rey e sul 5-0 non sostituì Neymar, Messi e Suárez. Alla fine della partita mi passò accanto e non mi strinse la mano, cosa che ho interpretato come se mi stesse mandando un messaggio: non appartenevo a quel mondo. Benítez invece è stato buono con me: giocammo contro il Real Madrid e lui era sotto pressione, ma dopo la partita venne e mi strinse la mano“.

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