Correva l’estate del 2000 quando l’Inter in cerca di un attaccante mise gli occhi sul giocatore del Galatasaray, dopo l’esperienza passata in Serie A con la maglia del Torino, Hakan Şükür tornò in Italia per vestire la casacca nerazzurra.
Inter
Con la maglia del club meneghino l’attaccante turco debuttò alla grande, timbrando il cartellino all’esordio in Supercoppa italiana contro la Lazio. Il 1º ottobre Hakan Şükür giocò la sua partita in Serie A con la maglia a tinte nerazzurre, per la prima rete in campionato i tifosi aspettarono un mese, Inter-Roma terminata 2-0. All’ombra della Madonnina una stagione soltanto, pochi gol e prestazioni spesso non entusiasmanti. Nella stagione successiva l’attaccante turco si trasferì al Parma. Dopo aver giocato un anno con la squadra gialloblù Hakan Şükür salutò l’Italia per andare a giocare in Inghilterra con la casacca del Blackburn, poi altri cinque anni di Galatasaray e il ritiro dal calcio nel 2008.

Costretto ad andarserne
Dopo il calcio Şükür si buttò in politica, ma le cose non andarono esattamente come ci si aspettava. L’ex giocatore dell’Inter nel 2020 rilasciò un’intervista al quotidiano tedesco Welt, a cui rivelò di essere perseguitato dal Presidente turco, Tayyip Erdoğan. Le parole di Hakan suscitarono scalpore: “La mia situazione è difficilissima. Mi hanno tolto ogni cosa, la patria, il lavoro, quasi tutto ciò che ho guadagnato onestamente e che ho sempre investito in Turchia: sarebbe sacro, ma non è più mio. Erdogan mi aveva chiesto di far parte del suo partito perché così avrebbe avuto più voti e poi, solo perché non condividevo le sue idee e la piega del governo, mi ha trasformato in nemico pubblico. Il mio patrimonio è stato confiscato, i miei familiari perseguitati e discriminati, mio padre arrestato. Adesso difendere i diritti umani è diventato un dovere morale, a prescindere dalla nazionalità e dalla religione delle persone coinvolte. Purtroppo chi in Turchia ha alzato la voce per la democrazia come me, ne paga le conseguenze”.
Hakan Şükür fu accusato da Erdoğan di aver preso parte al Golpe del 2016, vedendosi costretto ad emigrare negli Stati Uniti, dove diventò un autista di Uber.
