in

Il piccolo grande Nicolò Barella

Nicolo Barella of FC Internazionale scores a goal during ACF Fiorentina vs FC Internazionale, Italian football Serie A match in Florence, Italy, February 05 2021

Sogno o son desto

 

Quando l’Inter decise di acquistarlo furono in molti a storcere il naso e i detrattori non esitarono ad esternare tutte le proprie perplessità riguardo l’acquisto di Nicolò Barella. I 172 centimetri di altezza e i 68 chilogrammi di peso non fanno proprio della fisicità il suo forte, ma qui si rischia di prendere un abbaglio. Proprio così, perché a vederlo in campo al cospetto degli altri centrocampisti più piazzati, il piccolo Nicolò non sfigura per niente, anzi. Un lottatore nato, come dimostrano i 38 contrasti vinti con il 55% delle palle recuperate e il 56% dei duelli aerei vinti, nonostante la piccola stazza. Quando si dice quantità e qualità ecco che sbuca Barella dalle retrovie, a fari spenti, da dietro, perché per rubare palla e ripartire si fa così. Poco a poco i tanti detrattori hanno iniziato a stropicciarsi gli occhi al suon di “Sogno o son desto”, perché un centrocampista del genere non si vedeva da tempo.

 

 

La palla gira e toglie le ragnatele dall’angolo più lontano

 

24 anni compiuti lo scorso 7 Febbraio, Barella ha già fatto vedere tanto, ma farà vedere ancora molto. I più ottimisti lo hanno già paragonato a mostri sacri del passato ma lui non si scompone, nelle interviste parla poco e preferisce dimostrare sul campo. Pupillo di Antonio Conte, che ormai non può più fare a meno di lui, il numero 23 dell’Inter gioca a tutto campo, corre per tre e all’occorrenza tira in porta. A Firenze ha sbloccato il match con un destro a giro di rara potenza e precisione (chiedere al portiere per credere). Il terzo gol di Nicolò in questa Serie A è un regalo tutto da scartare, con la palla che gira e toglie le ragnatele dall’angolo più lontano. Straordinario. I gol di Nicolino non sono mai banali: basti pensare alla conclusione al volo con cui l’Inter ha trovato il pareggio proprio contro il Cagliari (ex squadra di Barella), o la rete alla Juventus, con una botta di destro ben assestata sotto la traversa.

 

Rete di Nicolò barella in fiorentina-Inter – Photo by La Nazione

Questione di centimetri

 

Oltre alle marcature Barella dispensa anche assist ai compagni (5 in stagione) e cerca sempre la verticalizzazione, merce sempre più rara nel calcio di oggi. Sarà contento Roberto Mancini, che in prospettiva azzurra, ha probabilmente per le mani uno dei mediani più forti degli ultimi anni. Barella è un giocatore duttile, che tendenzialmente potrebbe ricoprire tutti i ruoli della mediana, accompagnando il reparto da regista davanti alla difesa, da mediano vecchio stile, o all’occorrenza anche sulla fascia, dove Nicolò non disdegna cross precisi per la testa degli attaccanti. La vera anima interista ha la maglia numero 23, la classe di un folletto di provincia e la forza di un ragazzo alto 172 centimetri.

What do you think?

L’intramontabile Pandev: Macedonia, calcio e fantasia

il panettiere di Stoccarda che scombinò il Nord Londra