Paolo Vanoli - Ph Football Italia
Paolo Vanoli - Ph Football Italia

“Proviamo a sognare”

Dopo la vittoria importantissima della sua Fiorentina contro la Lazio, Paolo Vanoli commenta la serata dinnanzi ai microfoni di DAZN.

Quanto sarà bello stasera guardare quella zona retrocessione da lontano?
È bello, però sotto questo punto di vista ci manca ancora qualcosa per finire il percorso. Stasera faccio i complimenti ai ragazzi: con sette giocatori della Primavera in panchina, hanno preparato questa partita con carattere e sacrificio. Siamo stati squadra fino alla fine, abbiamo gestito bene anche i sette minuti di recupero. In alcune situazioni, se fossimo stati un po’ più qualitativi e lucidi, avremmo potuto fare anche il secondo gol. Non potevo chiedere di più a questi giocatori. Complimenti anche a chi è entrato, e a Fazzini, che era un po’ di tempo che non giocava. Siamo un gruppo, abbiamo ottenuto qualcosa di importante: adesso dobbiamo recuperare le energie e provare a sognare anche questa partita di Conference davanti al nostro pubblico. Nel calcio bisogna crederci“.

Paolo Vanoli - Ph Football Italia
Paolo Vanoli – Ph Football Italia

La liberazione nell’esultanza finale si è vista. Quanto può essere di spinta per giovedì, sapendo che riprendere un 3-0 non è semplice?
Spero che anche noi ci liberiamo un po’ di testa e abbiamo un po’ più di fluidità nel gioco, perché tanti errori tecnici vengono anche dalla frenesia. Poi, ripeto, abbiamo questa partita di Conference: proveremo fino alla fine a dare il massimo per la nostra gente, per i nostri tifosi, per noi stessi. Proviamo a sognare“.

Nelle ultime nove partite ha una media di quasi due punti a gara ed è terzo nella classifica del girone di ritorno. Quanto questi numeri possono irrobustire la sua candidatura per continuare a Firenze?
“Non c’è bisogno di candidatura. Ho sempre avuto fiducia nella società. Quando sono arrivato qui sapevo che bisognava fare qualcosa di importante. Non ho mai guardato al futuro, ho sempre guardato al bene della Fiorentina. Soprattutto alle parole che mi disse il presidente quando ho firmato il contratto, lui che oggi è venuto a mancare. Avevo questa responsabilità. I numeri dicono tanto: ci vuole pazienza in un processo e il mio compito deve ancora finire“.

L’arrivo di Paratici ha portato serenità in più, anche a lei e ai giocatori?
“Penso che il direttore abbia un curriculum che dice tutto: un’esperienza internazionale importante, ha vinto tanto. La società si è arricchita sotto questo punto di vista, ma non solo grazie a lui, sinceramente: anche tutti noi. Penso che sia un grandissimo professionista e lo dimostra“.