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La storia della mancata fusione tra Sheffield Wednesday e Sheffield United

Sheffield

Sheffield, città situata nel South Yorkshire, più comunemente chiamata la città dell’acciaio, deve il suo nome al fiume Sheaf che taglia in due la contea. Dopo lo sviluppo e il giovamento della Rivoluzione Industriale, la città fu investita dalla Grande Depressione, la crisi economica che colpì molte città britanniche.

In città tutti si dovettero rimboccare le maniche per non soccombere alla crisi, a cavallo tra il 1950 e il 1960 molti tra i quartieri più poveri della città vennero distrutti, per far posto a cantieri, acciaierie e case popolari destinate agli operai.

Il baratro

La manodopera era l’asse portante che teneva in piedi l’economia cittadina. Attorno al 1980 ci fu una concorrenza spietata dei cinesi e l’incremento della tecnologia portò alla chiusura di moltissime acciaierie, creando disoccupazione e povertà. La città di Sheffield cadde nel baratro, portandosi dietro anche le due squadre di calcio della città.

Sheffield Wednesday e Sheffield United

Alla fine degli anni ’90 avvenne qualcosa di davvero inaspettato. Mike McDonald, il presidente dello Sheffield United propose a Dave Richard, presidente dello Sheffield Wednesday, di unire i due Club e fondare una sola squadra, che avrebbe potuto giocarsela con tutte le squadre di blasone della Premier League. L’accordo tra i due presidenti prevedeva la costruzione di un nuovo stadio vicino all’aeroporto della città, in una zona mineraria. Si pensò persino alla nuova divisa della squadra, rosso-blu, squadra che avrebbe rappresentato la città di Sheffield, in barba alla crisi economica e alle super potenze come Manchester United e Arsenal.

Come da previsioni

I tifosi delle due squadre di Sheffield reagirono, come da previsioni, molto male, istituendo anche un sondaggio in cui il 97% si dimostrò contrario alla fusione. Gli Owls del Wednesday e i Blades dello Sheffield dissero no al calcio moderno e milionario e vollero mantenere le loro origini.

La gente di Sheffield

La gente di Sheffield era consapevole che per entrambi i Club sarebbero stati anni bui, le due squadre infatti rimasero indebitate per milioni di sterline, precipitando nelle serie minori. La dignità della città, rimasta povera nel periodo della Grande Depressione, era rimasta intatta. Il calcio a Sheffield ha sempre mosso sentimenti forti, volti a quel senso di povertà che ormai è diventato quasi un vanto da quelle parti.

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