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Il disastro di Burnden Park

La strage di Burnden Park - Photo by The Football Pink

 

 

75 anni

 

Dal disastro di Burnden Park sono già passati 75 anni ma il ricordo della tragedia è ancora vivo, per non dimenticare quei 33 tifosi del Bolton Wanderers che purtroppo persero la vita. Il Burnden Park è stato lo stadio del Bolton dal 1895 al 1997 e nel lontano 1946 ospitò la gara di ritorno di quell’edizione della Fa Cup. Il Bolton si apprestava ad affrontare lo Stoke City nel primo torneo dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo stadio era esaurito in ogni ordine di posto e si prospettava il pubblico delle grandi occasione. La fame di calcio e la voglia di ritornare in uno stadio era tanta e l’attesa spasmodica aveva generato caos, con la folla che non vedeva l’ora di varcare i cancelli dell’impianto.

 

 

Cancelli chiusi

 

Al Burnden Park erano attese circa 65mila persone, ma i cancelli rimasero chiusi sino a quindici minuti prima del match rendendo la situazione controversa, la gente iniziò ad accalcarsi e la situazione divenne ingestibile. La due squadre erano quasi pronte per l’ingresso sul terreno da gioco, ma la polizia fece fatica a tenere a bada tutta le gente che iniziò a perdere la calma; i giocatori delle due squadre percepirono il disagio e si guardarono attorno, il clima era surreale ma l’arbitro fischio l’inizio e si incominciò a giocare.

 

 

 

 

12 minuti

 

I giocatori del Bolton iniziarono a tessere trame di gioco, lo Stoke City rimase più prudente in attesa dell’avversario. L’attenzione però era concentrata altrove e dopo appena dodici minuti il direttore di gara fu costretto a sospendere il match poiché le forze dell’ordine riferirono che che un tifoso era morto per la calca che provocò la caduta di due barriere di contenimento. Mai decisione fu così scriteriata e infatti si continuò a giocare nonostante la situazione fosse drammatica e dopo un pausa forzata di circa 30 minuti il gioco riprese come se nulla fosse.

 

Il disastro di Burnden Park-Photo by Alchetron.com83-resize-750

Disgustoso

 

I giocatori non si resero conto a pieno di quello che stava accadendo ma quando alcuni addetti ai lavori ridipinsero la linea del calcio d’angolo qualcuno iniziò a sussultare. Scene agghiaccianti: gli stewart iniziarono a separare i cadaveri dei tifosi morti a causa della calca. In uno scenario grottesco i giocatori espressero tutto il loro imbarazzo e disgusto nei confronti di quello che stava accadendo: “ Giocare accanto a dei cadaveri è qualcosa di disgustoso”. Per la cronaca la partita senza senso terminò 0-0. Le vittime accertate furono 33 e come sempre ci volle tempo per metabolizzare la drammaticità dei fatti. Il panorama calcistico britannico rimase sconvolto, attonito e solo nel 1992 fu costruito un monumento commemorativo fuori dal Burnden Park.

 

Ogni tanto è giusto ricordare

Quel 9 Marzo del 1946 ci fu una strage, una tragedia annunciata già poche re prima del match, forse evitabile oppure gestibile in una maniera diversa. Il disastro del Burnden Park purtroppo non fu un episodio isolato e si aggiunge alla strage di Hillsborough verificatasi il 15 aprile 1989 in cui persero la vita 96 persone. La Federazione di calcio inglese e il governo britannico negli anni hanno cercato di unire le forze per far sì che non si verifichino più fatti simili. Non tutte le storie hanno un finale a lieto fine ma ogni tanto è giusto ricordare, sperando che non succeda di nuovo.

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