Nottingham Forest - Ph Facebook
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Nottingham Forest: tra Robin Hood e Giuseppe Garibaldi

Sulle rive del fiume Trent si respira un’atmosfera d’altri tempi. In mezzo alla quiete e al silenzio assordante delle campagne della Contea di Nottingham sembra di udire ancora la melodia soave del liuto in legno di faggio dei menestrelli del tempo, che cantavano e raccontavano storie e leggende, come quella di Robin Hood, ambientata nella celeberrima Foresta di Sherwood, nei pressi del centro della città, a due passi dalla vecchia Market Square. La città è divisa in due dal fiume Trent che separa il City Ground, stadio del Forest, dal Meadow Lane, stadio dei concittadini del Notts County.

1865

La squadra di calcio del Nottingham Forest nacque nel lontano 1865 grazie a una compagnia di giovani molto attivi nella vita pubblica della città di Nottingham; quest’ultimi erano soliti praticare l’antico gioco del bandy sul Forest Recreation Ground. Il bandy, detto anche shinney o shinty, era un vecchio gioco di origini gaeliche con alcune similitudini con l’hockey, le cui origini sono riconducibili a prima del cristianesimo. In Inghilterra era praticato in particolare da esuli scozzesi migrati al sud per lavoro. I 15 membri fondatori del Forest fondarono la squadra di calcio in quello che all’epoca era il Clinton Arms Hotel, oggi The Orange Tree, situato all’angolo di Shakespeare Street, vicino alla libreria dove D.H. Lawrence avrebbe studiato botanica nel primi anni venti del ventesimo secolo e dove, nel giugno del 1930, un certo Albert Einstein avrebbe presentato le sue teorie sulla relatività nel Dipartimento di Fisica dell’allora University College di Notthingham.

La foresta

Il Club fu chiamato Forest perché la squadra giocava all’ippodromo nel Forest Recreation Ground, facente parte della Foresta di Sherwood, territorio del ladro gentiluomo che rubava ai ricchi per dare ai poveri, Robin Hood. I fondatori decisero i colori societari del Club ispirandosi al rosso Garibaldi, i cui soldati indossavano appunto camice rosse.

Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi visitò l’Inghilterra nell’aprile del 1864 e fu osannato da grandi folle, a Londra in particolare fu accolto anche da un corteo di associazioni di Benefit, Temperance, Friendly and Trade, associazionismo massonico tipico del mondo anglosassone nel XVIII secolo. I 15 membri fondatori, come detto in precedenza, erano molto attivi nella vita sociale e culturale della città di Nottingham: chi era negoziante, chi imprenditore, chi membro dell’aristocrazia del lavoro, e così via.

Nottingham Forest - Ph Inside the games
Nottingham Forest – Ph Inside the games

Il leader cartista

Tuttavia, qualche anno prima della fondazione del Forest, Feargus O’Connor, leader Cartista, movimento politico inglese working class, il cui nome derivava dalla People’s Charter, la Carta del Popolo, era stato membro del Parlamento per la circoscrizione di Nottingham dal 1847 al 1852, il che suggerì una forte presenza liberale e simpatie cartiste nel collegio elettorale. Coincidenza vuole che la sua statua oggi sia situata a circa 300 metri da Clinton Arms, sede della fondazione del Nottingham Forest.

Il ladro grentiluomo

Ispirati dall’immagine romantica delle gesta del ladro gentiluomo, ovvero Robin Hood e dell’Unificazione italiana di Garibaldi, questa compagnia di 15 giovani attivi, ognuno dei quali partecipava alle spese con un contributo mensile, ordinò una quindicina di divise in nappa di flanella rossa. Venti anni dopo due dei giocatori del Forest si trasferirono a Londra nella zona di Woolwich e fondarono una squadra di lavoratori che un giorno sarebbe diventata l’Arsenal, ancora oggi in campo con gli stessi colori del Forest. Il Nottingham Forest non viene solo ricordato per le uniformi rosse, ma anche per avere introdotto nel gioco del calcio i parastinchi, in origine ricavati tagliando i gambali da cricket.