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Le frasi più celebri di Mourinho ai tempi dell’Inter, da Io non sono pirla…

Quando Josè Mourinho sbarcò a Milano per prendere le redini dello spogliatoio interista i giornalisti si fregarono le mani e affilarono le loro stilografiche. L’allenatore più famoso del mondo era diventato il nuovo tecnico dell’Inter di Massimo Moratti e l’occasione pera più unica che rara. Domanda, provocazioni, conferenze stampa a suon di di risposte piccate e polemiche, tutto questo era Josè Mourinho.

Ma io non sono pirla

La prima famosa battuta fu ed è ancora un must del giornalismo italiano perché Mourinho aveva già capito tutto. Il 4 giugno 2008

durante la Conferenza stampa di presentazione all’Inter i giornalisti incalzano il portoghese con le domande di mercato, Mourinho ammicca, sorride e poi controbatte in punta di fioretto,

Domanda: “Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?

Mourinho: “Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?

Domanda: “È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato“.

Mourinho: “Sì… Ma io non sono pirla“.

Lo Monaco

Il 15 settembre 2008 l’allenatore interista inizia a far capire che quel caratterino mostrato al Chelsea è il marchio di fabbrica e la specialità della casa. In seguito ad alcune dichiarazioni piccate

dell’amministatore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che aveva detto: “Mourinho è da prendere a bastonate sui denti“, Mourinho risponde con la lancia più affilata che ha: “

Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità“.

Josè Mournho sulla panchina dell’Inter – Photo by Sky Sport

Prostituzione intellettuale

Forse quella del 3 marzo 2009 è l’arringa più dura dell’era Mourinho contro i giornalisti, colpevoli secondo Josè, di non essere obiettivi. Il discorso del portoghese accende una conferenza già ad alta tensione: “A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica per un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali“.

Merlino

Il 10 luglio 2009 l’allenatore interista si prepara alla sua seconda stagione in nerazzurro e la stampa chiede subito al tecnico quale siano gli obiettivi stagionali e Mourinho, visibilmente contrariato, risponde: “ Posso lavorare di più. Quello che invece non posso fare sono i miracoli: io non sono Merlino o Harry Potter“.

Il rumore dei nemici

Il 22 agosto 2009 è vigilia di campionato e Mourinho viene pizzicato dai giornalisti che iniziano a non sopportare più l’arroganza dello Special One, ma l’allenatore non si lascia cogliere impreparato e ribatte: “Ho espresso un’opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici“.

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