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La maledizione londinese di Pierluigi Casiraghi

Pierlugi Casiraghi al Chelsea - Photo by Dailymail.co.uk

 

Un giorno triste

L’8 Novembre del 1998 è una data che rimbomba ancora nella testa di molti, perché gli ammiratori di Pierluigi Casiraghi erano in tanti. E c’è chi tra loro rimase turbato dalle immagini che interruppero l’avventura londinese e soprattutto la carriera calcistica dell’attaccante italiano.

 

Presentazione di casiraghi a Stamford Bridge – Photo by Pinterest.it

Contrasto fatale

Quello sfortunato 8 Novembre andò in scena il più classico dei derby londinesi che mise davanti Chelsea e West Ham. Partita contratta con i Blues più intraprendenti: al minuto 24 Gianfranco Zola alzò la testa e con un lancio al bacio servì in avanti un pallone che scalcò la difesa degli Hammers, sul pallone si catapultarono il difensore del West Ham Rio Ferdinand e il portiere Hislop, che sfortunatamente travolsero il malcapitato Gigi Casiraghi. L’attaccante italiano era arrivato appena tre mesi prima dalla Lazio con grandi ambizioni e voglia di mettere in mostra le sue doti anche nella città del calcio, Londra. L’impatto fu tremendo e tutti i 90 kg del portiere del West Ham caddero rovinosamente sulla gamba destra di Casiraghi. L’inizio della fine, purtroppo.

 

Valli- Casiraghi e Zola a Chelsea – Photo by Twitter.com

Gelo

Il giocatore rimase a terra inerme, nello stadio il gelo e poco dopo le grida di dolore di Casiraghi, chi era presente a allo stadio quel giorno non potrà mai dimenticare quel momento terribile. Lo scontro al 24’ di quel derby fu l’ultimo atto della carriera di Gigi, giocatore generoso quanto sfortunato. Pierluigi Casiraghi non riuscì più a riprendersi e dovette appendere gli scarpini al chiodo all’età di soli 29 anni. L’inizio in maglia Chelsea aveva fatto sperare altro, con la vittoria in Supercoppa Europea contro il Real Madrid e una serie di ottime prestazioni. Gigi provò a rimettersi in piedi sottoponendosi a ben dieci interventi chirurgici, ma quando la riabilitazione sembrava essere quasi al completo il corpo non reagì come avrebbe dovuto e Casiraghi accettò il fatto che non avrebbe più giocato a cacio.

 

Con il senno di poi

Con il senno di poi chiunque di noi non avrebbe tentato di raggiungere quel maledetto pallone, ma Casiraghi non la pensa proprio così.

– “Mi chiedono spesso come mi sarei comportato se si potessi tornare indietro a qualche istante prima del tremendo scontro. Con il senno di poi avrei dovuto certo fermarmi, rallentare e cercare di evitare l’impatto che mi ha distrutto il ginocchio e la carriera. Ma se lo avessi fatto non sarei stato Pierluigi Casiraghi !” –

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