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Il tre volte capocannoniere Giuseppe Signori

Giuseppe Signori esulta con la maglia della Lazio - Photo by lazialionair.it

Un calciatore per ultimi romantici

Un calciatore per ultimi romantici è sicuramente lui, che con quel sinistro disegnava calcio come pochi. Giuseppe Signori era quel tipo di calciatore che indossava quei vecchi scarpini tutti neri, classici e che dava del tu al pallone come pochi hanno fatto. E con quelle scarpette vecchio stile Beppe di gol ne ha fatti e come, per la precisione sono 188 reti in 334 presenze di Serie A, di cui è stato per tre volte capocannoniere.

 

La gavetta

In una delle tante interviste rilasciate negli anni Beppe-Gol racconta la scalata verso quel sogno chiamato Serie A: “Dopo la bocciatura nelle giovanili dell’Inter sono dovuto partire dall’Interregionale, dove ho incominciato la lenta scalata: C2, poi la C1 con Piacenza e Trento, poi ancora con il Piacenza ma in serie la B e, a quel punto ho avuto la mia grande occasione a Foggia, grazie a Zeman, quando avevo ventidue anni. Mettendomi a confronto con altri calciatori che sono arrivati ad altissimi livelli, forse solo Pippo Inzaghi ha condotto una carriera simile alla mia, partendo dai Dilettanti per poi arrivare in Nazionale, e soprattutto dopo aver giocato in tutte le categorie”.

 

Beppe Signori continua a ricordare e raccontare di come i rimpianti si siano trasformati in speranze: “Questo fatto da un lato mi ha reso più forte e mi ha fatto maturare senza grandi pressioni, anche se all’epoca ero convinto di buttare al vento anni preziosi. Come in tutte le cose della vita, non c’è la controprova, quindi non è detto che restando a giocare nelle giovanili dell’Inter le cose sarebbero andate in maniera differente. Probabilmente non avrei mai incontrato Zeman e non sarei mai diventato Beppe Signori, il giocatore che ha vinto tre volte la classifica dei bomber con la maglia della Lazio”.

Il tre volte capocannoniere

 

Giuseppe Signori, per tutti semplicemente Beppe, nasce ad Alzano Lombardo, un paese circa 14mila abitanti di situato nella provincia di Bergamo, il 17 Febbraio del 1968. Il tre volte capocannoniere della Serie A si è consacrato tra i grandi con la casacca biancoceleste della Lazio, con la quale è stato per lungo tempo il secondo miglior marcatore del club capitolino, davanti a lui solo il leggendario Silvio Piola, con 149 reti all’attivo. Vero mattatore del massimo campionato italiano grazie ai 188 gol messi a segno, è stato uno dei cinque calciatori ad avere vinto contemporaneamente nella stessa annata la classifica marcatori sia in Serie A che in Coppa Italia, stagione 1992/1993. Per la cronaca gli altri mostri sacri furono Gigi Riva, Diego Maradona, Giuseppe Meazza, Luigi Riva e Roberto Boninsegna.

 

Giuseppe Signori con la maglia del Foggia – Photo by Foggiatoday.it

Zdeněk Zeman

Dopo aver fatto tutta la classica trafila delle cosiddette serie minori Beppe Signori sbarca a Foggia nella stagione 1989/1990. L’incontro con Zdeněk Zeman sarà una tappa fondamentale nella carriera d Beppe, che da trequartista diventerà attaccante Sotto le sapienti mani dell’allenatore boemo nascerà quello conosciuto come il tridente delle meraviglie, composto da Baiano, Rambaudi e proprio Signori. Dopo due anni di serie B; Signori fa il suo esordio in Serie A l’1 Settembre del 1991, proprio in una sfida contro l’Inter. Con la maglia del Foggia arriveranno 37 reti in 100 presenze con il club rossonero.

Lazio

Il grande salto arriva nel 1992 quando la Lazio mette sul piatto una cifra pari a 8 miliardi delle vecchie lire e Beppe Signori si trasferisce a Roma. Il 6 Settembre 1992 arriva i debutto con una doppietta al Luigi Ferraris contro la Sampdoria. Un gol tira l’altro e Beppe-gol terminerà la stagione con 26 reti all’attivo in 32 presenze; on le sue reti trascina la Lazio a quinto posto in classifica e arriva la qualificazione alla Coppa UEFA, dopo 15 lunghi anni. Agli inizi della stagione 1994/1995 sulla panchina laziale arriva una vecchia conoscenza, ovvero quel Zdeněk Zeman che lanciò Beppe nel grande Foggia, che con quel 4-3-3 rivoluzionò il calcio italiano. La Lazio di Signori arrivò seconda in Serie A, seconda solo alla Juventus di Marcello Lippi. Beppe-gol, bomber e capitano di quella Lazio, era ormai l’idolo dell’Olimpico e quando la dirigenza laziale decide di venderlo al Parma succede qualcosa di incredibile.

 

Giuseppe Signori con la maglia del Bologna – Photo by zerocinquantuno.it

 

11 Giugno 1995

L’affetto del popolo biancoceleste va oltre il rettangolo verde e l’11 Giugno del 1995 Sergio Cragnotti si vede costretto a tirare i remi in barca e rinunciare alla trattativa. La notizia della possibile cessione del numero 10 scatena la protesta dei tifosi laziali, che si riversano nelle strade di Roma lungo via Novaro, per protestare dinnanzi alla sede della dirigenza laziale. Beppe Signori rimane alla Lazio e nel 1996 vince per la terza volta nella sua carriera la classifica dei cannonieri, con 24 reti.

 

Ciao Beppe-gol

Nel 1997 Beppe lascia la Lazio per andar a cercar fortuna a Genova con la maglia della Sampdoria ma le sole 17 presenze lo spingono, appena un anno dopo, a vestire la casacca del Bologna che sarà l’ultima esperienza in Italia. All’ombra del Dall’Ara Signori va a segno ben 67 volte e nel 2004 saluta per sempre il calcio italiano per provare l’esperienza all’estero. L’ Īraklīs, squadra greca con sede nella città di Salonicco, lo accoglie a braccia aperte ma Beppe non si ambienta e gioca poco, appena cinque partite. L’ultima esperienza nella carriere di Beppe-gol si chiama Sopron, squadra ungherese che segna il ritiro di Beppe Signori dal calcio, anno 2006. Un giorno triste per tutti i romantici e gli appassionati.

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