Fabio Paratici arriva a Firenze nel momento forse più critico della storia recente del club viola. La squadra è immersa nelle torbide acque della zona retrocessione, la salvezza è alla portata ma servono vittorie, risultati e dall’esito finale della stagione dipenderà molto del futuro della Fiorentina. Paratici come nuovo direttore sportivo della Fiorentina avrà il compito non semplice di fare da collante tra spogliatoio e dirigenza. L’ex del Tottenham è arrivato al Viola Park per la prima conferenza stampa, idee chiare e obiettivi definiti.
Metà dicembre
“Smarco subito altre domande: ho scelto e deciso di venire alla Fiorentina il 15/16 di dicembre. La Fiorentina aveva 6 punti, Ferrari è venuto a Londra per incontrarmi e lì ho deciso di venire alla Fiorentina. Era una scelta che poteva sembrare da incosciente, invece era solo coraggiosa. L’incosciente non sa cosa sta facendo, il coraggioso valuta e pondera le cose. Io ho pensato che la Fiorentina ha una grandissima e serissima proprietà, ha infrastrutture di primissimo livello nel mondo e un gruppo di persone con cui mi sono sempre sentito in simbiosi. E poi ha una città che è un brand super internazionale che dobbiamo rispettare e portare nel mondo, perché ci dà visibilità“.

Il momento giusto per tornare
“Ho deciso che era il momento giusto per tornare in Italia, è una grande sfida ma l’affronto con entusiasmo e credendoci tanto, perché Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli rispetto a quello attuale. Detto questo dobbiamo affrontare la realtà e accettare che per i prossimi 4 mesi dovremo mettere la testa nel carrarmato per salvarci. Non risolveremo il problema in una settimana o un mese, da oggi fino all’ultima di campionato dovremo stare dentro il carrarmato concentrati e cattivi, poi penseremo a tutto il resto”.
