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Tutta la verità sul testa a testa Ibra-Lukaku

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Adrenalina

Continua a far discutere il libro di Zlatan Ibrahimović dal titolo Adrenalina, in cui lo svedese ha srotolato una serie di aneddoti clamorosi che riguardano tutta la sua carriera, Tra le pagine e le righe del libro vengono coinvolti molti ex compagni di squadra e avversari di Ibra. Sempre attuale la vicenda del testa a testa con Romelu Lukaku, soprattutto in un momento in cui l’attaccante belga fatica a trovare la quadra in quel di Londra, con la maglia del Chelsea.

Sfide da derby

“A proposito di sfide da derby, mi ha fatto ridere Lukaku quando si è autoproclamato «il vero re di Milano…».
Arriva il derby di campionato: Ottobre 2020. Lo vinciamo con una mia doppietta e annuncio sui social: «Milano non ha mai avuto un re, solo un dio».
3 mesi più tardi ci ritroviamo contro in quello di Coppa Italia. Lukaku litiga con Romagnoli, il capitano. Ok, può succedere. Tutti litighiamo. È un derby, c’è grande tensione in campo. Poi però litiga anche con Saelemaekers. La mia squadra è troppo giovane, non è come il mio vecchio Milan. Se andavi contro Gattuso, quello ti ammazzava.
Allora mi dico: qui devi intervenire, Zlatan. I ragazzi non hanno paura, ma così rischiano di ritrovarsi in una situazione di debolezza.

Zlatan Ibrahimovic sconsolato – Photo by ilromanista.eu

 

Stai al tuo posto

Prendo Lukaku in disparte e gli dico in inglese: «Chiudi la bocca e stai al tuo posto».
E lui: «Altrimenti cosa mi fai?».
Lo guardo sorpreso: ma questo sta parlando con me?
Ripete: «Altrimenti cosa mi fai?».
Glielo spiego: «Ti spacco tutte le ossa del corpo se apri la bocca».
Lui si avvicina.
Appoggio la testa contro la sua e lo spingo indietro.
Lui comincia a insultare mia moglie, allora tocco il suo punto debole, che so bene qual è: il vudù della mamma.

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Dall’Everton al Manchester United

Quando era passato dall’Everton al Manchester United, aveva spiegato pubblicamente che un rito vudù di sua madre gli aveva consigliato di cambiare squadra.
Nel mio mondo, uno tira fuori le palle e annuncia semplicemente di voler andare al Manchester, senza inventarsi tante storie.
Io gli dico: «Vai da tua mamma, fatti fare un vudù».
Lui qui perde la testa: «Cosa hai detto di mia madre? Cosa hai detto?».
Nulla. Io non l’ho offesa.
Finisce il primo tempo.
Nello spogliatoio gli dico: «Vieni giù con me e fammi divertire».
Lukaku mi minaccia da lontano: «Ti sparo tre colpi in testa!».
Cosa fai? Gli rispondo: «Quando finisce il film nella tua testa, vieni a trovarmi».

Romelu Lukaku con la casacca dell’everton – Photo by Sport Illustrated

L’applauso

Vado nel nostro spogliatoio. Ricordo che davanti alla porta c’era anche Paolo Maldini. Esco per primo e aspetto che arrivi Lukaku.
Quando passa, applaudo molto lentamente come a dire: «Sono qua, ti aspetto. Cosa vogliamo fare?».
Lui fa una specie di applauso e tira dritto in campo.

La promessa

Nella mia testa ho deciso che con Lukaku devo risolvere tutto in campo, purtroppo ha lasciato la serie A e non abbiamo pescato il Chelsea in Champions. Ma ci saranno altre occasioni…”

Fonte: Adrenalina

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