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Il Bologna di Paramatti e Signori e il sogno della Coppa UEFA

Il Bologna in semifinale di Coppa UEFA - Photo by 1000cuori rossoblu

Intertoto e romanticismo

 

Quando esisteva ancora la Coppa Intertoto il calcio era diverso, era di tutti e per tutti. Il Bologna allenato da Renzo Ulivieri si rese protagonista di una scalata senza eguali, che dal 1994 al 1998 lo portò a giocare dalla Serie C1 all’Europa.

 

 

La colonnina di sinistra

 

La stagione 1997/1998 vide un Bologna in grande spolvero arrivare nella colonnina di sinistra della classifica, conquistando un grande nono posto che valse la qualificazione alla Coppa Intertoto, la porta secondaria per entrare in Coppa UEFA.

 

 

 

Roberto Baggio e Beppe Signori

 

Le 22 reti di Roberto Baggio e il supporto del Dall’Ara spinsero il club rossoblu verso l’Europa che conta. Il Divin Codino salutò tutti per andare a vestire la casacca dell’Inter, e il posto di Baggio fu preso da un altro giocatore tutto pane, amore e fantasia, quel Beppe Signori oggetto del desiderio di mezza Serie A.

 

Bologna – Marsiglia semifinale di Coppa UEFA – Photo by zerocinquantuno

 

Il cammino

 

Il cammino del Bologna ebbe inizio con la sfida contro il National di Bucarest, sconfitto 2-0 al netto delle reti di Paramatti e Ingesson. Nella sfida di ritorno la squadra, allenata da Carletto Mazzone, rischiò grosso ma anche la sconfitta esterna per 3-1 gli permise di accedere al turno successivo. L’estate del Bologna era zeppa di impegni, i giocatori affrettarono la preparazione bruciando le tappe, una dopo l’altra, arrivando così in forma per la sfida tutta italiana con la Sampdoria, sconfitta 3-1 al Dall’Ara. Nella gara di Marassi si imposero i blucerchiati ma l’1-0 non bastò alla Samp, che a malincuore vide gioire i rossoblu che conquistarono la finale della Coppa Intertoto. L’ultimo atto, l’ultima fatica prima di poter accedere alla vera Coppa UEFA, il Bologna era ad un passo dal sogno, concretizzatosi grazie al successo contro la formazione polacca del Ruch Chorzow, sconfitta sia all’andata che al ritorno. Ancora in rete Kolyvanov, al terzo gol in tre partite.

 

 

 

Portogallo e Repubblica Ceca

 

Il Bologna in Coppa UEFA è il calcio romantico che porta ancora in grembo sogni e speranze del calcio di provincia. E da buoni provinciali gli emiliani vendettero cara la pelle sin dalla prima super-sfida contro lo Sporting Lisbona, andando a vincere 2-0 in Portogallo, per poi imporsi anche in Italia con un perentorio 2-1. I ragazzi di Carlo Mazzone ci presero gusto, e contro lo Slavia Praga incantarono e deliziarono la platea, sopratutto grazie a Beppe Signori che timbrò il cartellino sia al Dall’Ara che in Repubblica Ceca.

 

Il Bologna che arrivò nono in Serie A (stagione 1997 – 1998) – Photo by wikipedia.org

 

La squadra di provincia poteva dire la sua

 

Il Bologna non era certo la squadra da battere ma quando i rossoblu sconfissero per 4-1 gli spagnoli del Betis Siviglia, l’Europa iniziò ad accorgersi che quella squadra di provincia poteva dire la sua. Dopo aver eliminato il club iberico il Bologna si trovò dinnanzi una delle favorite per la vittoria del torneo, ovvero l’Olympique Lione, che però fu preso a pallonate nella gara del Renato dall’Ara; ancora grande protagonista Beppe-gol Signori che con una doppietta fece impazzire lo stadio. I rossoblu schiantarono i francesi con un secco 3-0. In Francia la musica cambiò e il Lione dominò per quasi tutta la gara, ma non andò oltre il 2-0 che permise al Bologna di arrivare ad un passo dalla storia.

 

 

Partita d Coppa UEFA del Bologna su Raiuno – Photo by Youtube

La Semifinale

 

La semifinale è l’ultimo scoglio prima se si plachi il mare in tempesta e arrivi la vista dell’orizzonte, ovvero la finalissima di Mosca. Ancora un squadra francese da battere, trattasi del Marsiglia di Blanc, Pires e Ravanelli che al Velodromme non riesce a superare il muro difensivo dei rossoblu. Nel ritorno del dall’Ara, tutto esaurito, il Bologna si illude con la rete di Paramatti che fa esplodere una città intera. Quando lo spumante era già pronto per essere stappato arrivò la beffa delle beffe, con il direttore di gara che assegnò un calcio di rigore ali ospiti. Lo specialista Laurent Blanc non perdonò e trafisse Antonioli. Proprio all’ultimo respiro arrivò l’occasione della vita, ma Beppe Signori non riuscì a mettere la palla nel sacco, sarebbe stato un degno finale di un copione mozzafiato. Il pareggio per 1-1 condannò il Bologna, che vide svanire il sogno della finale di Coppa UEFA, vinta dal Parma.

 

 

Ultimi romantici

 

Fatale fu il Marsiglia che interruppe bruscamente i sogni di una città intera, che visse comunque una stagione memorabile, a tratti quasi fiabesca. Il calcio è per ultimi romantici.

 

 

 

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