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Coppa Italia? No grazie!

Carlo Ancelotti sorseggia il caffè - Photo by Fanpage

La magia della Fa Cup

 

Con tutto il rispetto per la vecchia e malandata Coppa Italia, ma la Coppa d’Inghilterra è decisamente un’altra cosa. Il quinto turno della Fa Cup regala una sfida tra titani che mette di fronte Carlo Ancelotti e Josè Mourinho. L’Everton di Carletto porta a casa la qualificazione sul filo di lana, mentre il Tottenham di Mourinho esce dalla competizione, a testa altissima. Toffees contro Spurs in un Goodison Park vuoto avrebbe meritato decisamente una platea passionale, canti, cori e quell’odore di Fish & Chips che si confonde con l’odore dell’erba. Le due squadre in campo non si sono certo risparmiate dando vita alla partita dell’anno. Un match folle, pazzo e affascinante, che per certi versi riconcilia con quella scienza inesatta che si chiama calcio.

 

Rete di Bernard (Everton) – Photo by official Twitter Everton

 

Primo tempo folle

 

L’incontro parte fortissimo e dopo soli tre minuti apre le danze l’uomo che non ti aspetti, Davinson Sanchez svetta più in alto di tutti e stacca imperioso in cielo, pala nel sacco e Spurs in vantaggio. I padroni di casa provano a tessere trame di gioco ma la difesa ospite regge l’urto. Per scardinare la difesa Spurs serve una zampata del singolo, ed ecco il solito Dominic Cavert-Lewin che non manca all’appuntamento con il pallone e pareggia i conti, Hugo Lloris riesce solo a toccare il pallone che termina la propria corsa in fondo alla rete. I Toffess si galvanizzano e non perdono tempo, tempo due minuti e Richarlison si mette in proprio; il numero 7 esalta tutto il suo repertorio, controlla un pallone al limite, lo protegge, prende la mira e trova un angolino impossibile, la palla schizza sul terreno e si insacca nell’angolo basso. Vantaggio Everton. Il Tottenham si scompone, l’Everton cerca di chiuderla già nel primo tempo e al 43′ arriva l’occasione della vita. Il direttore di gara indica il dischetto e concede un penalty ai padroni di casa, lo specialista Gylfi Sigurðsson non tradisce le aspettative e spiazza il portiere. I Toffees legittimano il vantaggio e si portano sul 3-1. Mourinho non ci sta e sprona i suoi, c’è ancora tempo e Lamela non si lascia pregare, controllo di palla sontuoso e conclusione potente che non lascia scampo al portiere, gli Spurs sono ancora vivi e al 45’+3′ accorciano le distanze.

 

Contrasto di gioco durante Everton vs Tottenham – Photo by Everton official Twitter

 

Copione e sceneggiatura da Oscar

 

Il copione della ripresa sarebbe degno della migliore sceneggiatura e le due squadre interpretano il match a viso aperto, senza paura e a testa alta. ne giova lo spettacolo. Al 57′ altro colpo di scena, con Davinson Sanchez (in giornata di grazia) che lesto come non mai, sfrutta un calcio d’angolo e arriva sulla palla che spinge in rete da pochi passi. Gli Spurs agguantano il 3-3 regalando emozioni e palpitazioni. Partita vibrante e senza sosta, l’Everton prova a non scomporsi e restituire il favore all’avversario, ancora Richarlison grande protagonista; il numero 7 sfrutta una palla in profondità e controlla la sfera con uno stop a seguire delizioso, tiro sul palo lungo da posizione defilata, la rete si gonfia, Mou abbassa la testa. Il quarto gol dell’Everton sembra scrivere l’ultima parola ma i padroni di casa devono ancora fare i conti con la premiata ditta degli Spurs. Proprio quando Ancelotti pensa di avere la qualificazione in tasca, Son decise di rovinare la festa a Carletto e crea scompiglio sulla fascia sinistra, il cross in mezzo è un cioccolatino da scartare, Harry Kane si fionda sul pallone e incorna di testa. Pareggio Spurs a sette minuti dalla fine. Come direbbero gli inglesi: “What a match!

Dopo il quattro pari nessuna delle due contendenti vuole perdere la testa e si arriva al triplice fischio con il medesimo risultato, nessuno vuole mollare la presa. Il vento della manica è gelido e punge come un ago, L’infreddolito Mourinho guarda il cronometro, mentre Ancelotti sorseggia una caffè e dopo qualche sorso arriva il guizzo di Bernard (subentrato a partita in corso), lancio dalla retrovie, controllo sontuoso e gesto atletico strepitoso; il numero 20 incrocia con il sinistro e trafigge il portiere con un tiro potente e preciso, imprendibile per tutti. La rete si gonfia una volta ancora e per l’ultima volta. Il secondo tempo supplementare finisce a reti bianche e la spuntano i Toffees. Il Tottenham fallisce l’obiettivo qualificazione, L’abbraccio tra Carlo e Josè al triplice fischio la dice lunga, partita che ha tenuto tutti incollati al televisore, come ai vecchi tempi. Gol a grappoli, reti da cineteca e due allenatori che non hanno rinunciato a giocare, tutto questo in barba ai tatticismi de calcio moderno.

 

La magia della FA Cup.

 

 

 

 

 

Cosa ne pensi?

La “scala del calcio” è davvero l’ultimo stadio rimasto per gli ultimi romantici?

Allison e gli spettri di Karius, era meglio tirare e la palla in tribuna