Era il gennaio 2011 quando l’Inter versò nelle casse della Sampdoria 12 milioni di euro più il cartellino di Jonathan Biabiany. Tutto per avere Giampaolo Pazzini che all’ombra di Marassi aveva fatto sognare i tifosi doriani.
30 gennaio 2011
Pazzini arriva a Milano in quella che ormai è stato ribattezzato mercato di riparazione, a Milano è un invenro freddo e gelido e l’Inter ha bisogno di un rinforzo in attacco. Pazzini il 30 gennaio del 2011 fa il suo esordio ufficiale con la casacca nerazzurra in una si fa più complicata del previsto contro il Palermo. I rosanero affossano l’Inter con Miccoli e Nocerino, ma il Pazzo ha altri programmi, Giampaolo entra dalla panchina e con una doppietta rimette in equilibrio una sfida decisiva. Pazzini decide nel finale di mettere la ciliegina sulla torta e si procura il rigore trasformato da Samuel Eto’o.

L’arrivo all’Inter
Pazzini, nonostante l’inizio incredibile, non riuscì a rubare il cuore dei tifosi interisti e nell’agosto del 2012 passò al Milan nell’operazione che portò Antonio Cassano all’Inter. A prescindere dai pochi mesi trascorsi con il club meneghino e il passaggio al Milan, l’attaccante ricorda così l’arrivo all’Inter, Giampaolo Pazzini ricorda: “Inizialmente l’impatto è stato veramente cosa sono i campioni. L’Inter in quegli anni era fortissima, un anno prima aveva vinto il Triplete, 20 giorni prima aveva vinto il Mondiale per Club. Quando entri in quello spogliatoio, capisci perché hanno fatto determinate carriere, perché vengono chiamati campioni. Non mi sentivo un campione al loro livello, però lo stare lì dentro, vivere quello spogliatoio lì, per forza di cose ti porta ad aumentare la tua asticella giornaliera dell’allenamento, della domenica, di tante cose che tu dici no, non è possibile“.

